Il Ducato dei Vini Friulani

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03 gennaio 2014

Dieta D’Autunno 26 ottobre 2013

L’amore per il Friuli attraverso i suoi vini
Dodici nuovi nobili del Ducato dei vini friulani

Nelle vigne dormienti del Collio per ascoltare le voci degli impareggiabili bianchi e degli eccellenti rossi che riecheggiano nelle cantine. Il Collio è quella zona Doc che si estende attraverso la fascia collinare settentrionale della provincia di Gorizia, a ridosso del confine con la Slovenia e che comprende circa 1605 ettari di vigneti. La moderna viticoltura nasce in Collio nella seconda metà del 1800 con l’introduzione, a opera del conte La Tour, di pregiate varietà di uve da vino francesi e tedesche. E nel Collio, quando si parla di vino, le iniziative riescono sempre perché risultano con il marchio di fabbrica all’insegna dell’eccellenza del buon bere. Così è stato per l’ultimo appuntamento di sabato 26 ottobre del Ducato dei vini friulani che, prima con una suggestiva cerimonia, tenutasi nella sala consiliare del Municipio di Cividale con l’intronizzazione di 12 nuovi nobili e poi al ristorante “Al Cjant dal Rusignul” di Mernicco di Dolegna del Collio, ha voluto fare ritorno nella città longobarda, che nel 1972 ha visto nascere il Ducato. “Cividale, terra generosa e ospitale” ha esordito il sindaco Stefano Balloch nell’accogliere la brigata. Gli ha fatto eco l’allocuzione del Duca Piero I che ha tracciato il programma dell’organismo che, sempre in prima linea, compie la sua battaglia in favore del vino friulano. “Quest’anno, per la prima volta, il Ducato ha affrontato l’attività senza un euro di finanziamento pubblico – ha detto Piero Villotta – il che non ci ha distolto dal continuare nei nostri impegni a partire dai giovani che devono essere condotti per mano verso il bere consapevole e responsabile e verso l’assunzione del vino come alimento in quanto parte integrante della cucina tradizionale friulana e italiana”. Una campagna che, in quattro anni, ha visto più di mille studenti delle università di Udine, Gorizia e Trieste, partecipare attenti e interessati agli aperitivi guidati da esperti enologi, produttori, medici, agenti della Polstrada. Un modo efficace per combattere la demonizzazione del vino che i media stanno mettendo in atto. Rese pubbliche le doti e le gesta dei nuovi nobili da parte dell’Araldo, il
collare rosso è stato attribuito alla professoressa Luisa Antonelli, insegnante e titolare del “Wall Street Institute” per l’insegnamento dell’inglese; Gino Camuccio, fondatore della Premek Hi Tech, azienda tra le più qualificate nel settore della meccanica di precisione; Sergio Castellano, uno degli specialisti nel campo delle gru e dei sistemi di sollevamento; Valter Cozzarolo che, insieme al padre, è titolare della “Ronco Scagnet” produttrice di vini del Collio; Aleksej Djatlov, russo, importatore ed esportatore di prodotti alimentari con la volontà di incrementare il volume degli acquisti in Italia per diffondere i marchi italiani in Russia; Gianfranco Furlan, che, con la moglie Leda, nel 1988 ha aperto l’osteria “Alla Campana” di Mereto di Tomba, oggi gestita dal figlio Gianluca; Claudio Magon, presidente e amministratore delegato della Italpol Group, istituto di vigilanza che occupa circa 300 dipendenti; Franco Odorico, ingegnere, supertecnico alla Danieli e per le rotative del “Piccolo” e “Messaggero Veneto”; Konstantin Eduardovich Pusovskij, russo, che svolge la sua attività assieme a Djatlov;  Marco Rustico, laureato in zoologia, che si è occupato del grande allevamento bovino della Torvis e poi di mangimi nella “Raggio di Sole /Cargill”, attualmente si occupa, come volontario, dell’Oasi dei Quadri di Fagagna; Gianni Sgubin, del “Cjant dal Rusignul”, ristorante che vanta una attività di oltre 50 anni, e produttore di vini; Stefano Vio, dottore in agraria, che fornisce consulenze tecniche a importanti aziende delle Doc Collio e Isonzo. Nel corso della cerimonia è stata presentata una raccolta di firme per una petizione per la salvaguardia del lascito testamentario dei coniugi Luigi e Andreina Ciceri.
La serata conviviale ha visto la presenza di 120 partecipanti, tra i quali la dottoressa Augusta Marrosu, pretore di Gorizia, Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale, e Diego Bernardis, sindaco di Dolegna, che hanno assaporato un eccellente menu accompagnato dai vini delle aziende Grudina, Cozzarolo, Zorutti, Collarig, Sgubin, Pez, Turco, Buiatti. Altro momento clou l’assegnazione di un’opera artistica, una formella in terracotta policroma, opera dell’orafo scultore Piero De Martin, ispirata alla vite e al vino, tra i produttori di “Sapori in cantina”, percorso enogastronomico e culturale in programma a Dolegna domenica 27 ottobre. Ha vinto l’azienda Norina Pez di Stefano Bernardis. Eleganti signore hanno indossato i gioielli di De Martin che sono stati
ammirati da tutti i presenti.

Didascalia:
– il gruppo della Corte con i nuovi nobili.
– l’opera artistica messa in palio nel corso della serata

Silvano Bertossi

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