Il Ducato dei Vini Friulani

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03 Gennaio 2014

Il vino friulano nella globalizzazione dei mercati

Correva l’anno 1998, sabato 10 ottobre. Nell’ambito di Friuli Doc e nella prestigiosa cornice del Salone del Parlamento del Castello di Udine il Ducato organizza un convegno che vede relatori Piero Pittaro, Gianni Salvaterra, Piero Bolfo, presidente dell’Unione ristoranti del Buon Ricordo, Ulrich Ritter, giornalista della tv tedesca Deutschwelle, Leonardo Montemiglio, responsabile export vini dell’Istituto italiano per il commercio estero. “IL vino friulano – sostiene in apertura dei lavori Pittaro – ha vissuto in questi ultimi vent’anni un lungo e costante periodo di crescita. Non crescita quantitativa, ma qualitativa, commerciale, d’immagine e di successi, lenti ma costanti. Merito di chi? Di molti. Diremo, in sintesi, di tutta la filiera della vite e del  vino”. Pittaro parla di vigneto e di cantina. “Il rinnovo del vigneto Friuli – sostiene a chiare lettere – deve continuare rapidamente con la convinzione che il vino si fa nella vigna. Cloni, densità per ettaro, sistemi d’allevamento, resa devono essere finalizzati ed ottenere il massimo qualitativo possibile”. “Sull’onda lunga dei successi e della tecnologica – sostiene ancora Pittaro – ci siamo adagiati e questo è un errore fondamentale che ci può impedire, in futuro, di conquistare i mercati d’elite”. La strigliata di Pittaro è servita ed è stata condivisa dal Ducato dei vini friulani che, da anni, opera in questa direzione promuovendo iniziative per far conoscere ed esaltare il vino che si produce nella nostra regione. Nel mese scorso, venerdì 6 dicembre, l’Accademia di Ungheria a Roma, a Palazzo Falconieri, ha organizzato un incontro dal titolo “Il Friuli incontra l’Ungheria” coinvolgendo il Ducato dei vini friulani e la Contea di Roma. In anteprima è stato proiettato il film documentario “Guido Romanelli, missione a Budapest” del regista Gilberto Martinelli, cui è fatto seguito la conferenza “C’era una volta il Tocai – Tokaji e Friulano: storia, letteratura e  musica”. Sono intervenuti Roberto Ruspanti, Enos Costantini, Elisabetta Biondi che hanno presentato il libro “Tocai e Friulano. Un racconto di civiltà del vino”.. L’accompagnamento musicale è stato a cura dell’Athanor Guitar Quartet. Rinfresco e degustazione con il vino Friulano. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Ersa e la Forum editrice. Da segnalare anche un’altra iniziativa portata avanti dal nobile Piero Pittaro che ha pensato di provvedere alla ristampa di “Une visite ai Piombi”, scritto forse da Romeo Battistig, giornalista e poeta squattrinato, morto giovanissimo. Altri sostengono che sia stato invece scritto da Emilio Nardini, poeta delicato e romantico ma anche argutamente burlesco. “I Piombi” sono un classico che, letto a più di cento anni di stanza, desta ancora ampi sorrisi e spontanei commenti. Si tratta di un serraglio di personaggi caratteristici, frequentatori abituali dell’osteria che si trovava in via Manin a Udine, che vengono descritti con arguta ironia.

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